Le zecche mordono la pelle e vi rimangono attaccate con l’ apparato buccale, quindi si staccano e abbandonano l’animale dopo il pasto di sangue, che può durare varie ore e persino giorni.
Il suo morso passa solitamente inosservato, non essendo doloroso né causa di prurito. La zecca infatti viene notata solo se il proprietario dell'animale sente o vede la zecca sulla pelle del cane. Una zecca a digiuno è lunga pochi millimetri, ma dopo un pasto di sangue le sue dimensioni possono crescere oltre cento volte , raggiungendo più di un centimetro di lunghezza!
Le zecche si trovano soprattutto nelle aree dove è presente una fitta vegetazione e prosperano in ambienti con temperature moderate e umidità elevata. Il bacino del Mediterraneo rappresenta quindi un habitat favorevole alla proliferazione di questi parassiti.
L’elevata piovosità di questa primavera associato all’aumento delle temperature, sembrano aver creato una combinazione ambientale e climatica estremamente favorevole alla proliferazione di questi parassiti. “Quest’anno pare che il numero di zecche presenti sia decisamente superiore rispetto ai precedenti” afferma Laura Kramer, docente di Parassitologia e Malattie Parassitarie presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Parma. L’aumento della pressione infestante potrebbe pertanto far crescere il rischio di infestazione non solo per i nostri animali, ma anche per l’uomo.
Le zecche si riproducono soprattutto in aree verdi e boscose con erba alta e sopravvivono anche negli ambienti domestici (possono sopravvivere fino ad un anno senza nutrirsi). Il cane su cui si attacca una zecca durante un’escursione in montagna o una giornata al parco può introdurre il parassita all’interno delle mura domestiche.
I problemi determinati dalle zecche si limitano solitamente a una lesione locale nella sede della puntura, raramente seguita da sintomi generali. Alcuni tipi di zecca possono però trasmettere con il loro morso malattie molto gravi, tra cui la Borreliosi o Malattia di Lyme, la TBE (Encefalite da zecche) e la Rickettsiosi – tutte e tre molto pericolose per gli umani – o la Babesiosi e l’Ehrlichiosi, agli animali.
Alle normali misure di controllo dell'animale, va poi associata una prevenzione con un valido antiparassitario. Ne esistono diversi in commercio, alcuni attivi anche contro le pulci. In particolare, è particolarmente importante la velocità di azione che questi esercitano sulle zecche e la capacità di ucciderle.
“Attualmente il miglior acaricida in circolazione è l’Amitraz” commenta Agustín Estrada-Peña, Professore di Patologia e Salute Animale dell’Università di Saragozza, che da 25 anni si occupa di studiare le zecche, il loro habitat e le malattie da loro trasmesse. “Amitraz è il principio attivo migliore perché uccide più zecche in un tempo più breve. È l’unico composto che prima blocca i ricettori octopaminergici delle zecche e poi scatena un’azione eccitante che le fa immediatamente allontanare dal luogo del pasto e morire”.
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